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Ankon

Ankón (trascrizione del greco antico Ἀγκών) è il nome di Ancona durante la sua fase di città greca, che si svolse tra il IV e il II secolo a.C.

Fondata nel 387 a.C.[1] ad opera di greci siracusani, e dunque di stirpe dorica, fu una delle polis più settentrionali della colonizzazione greca in Occidente ed una delle più isolate rispetto alle altre colonie greche[2]. Prima dell’arrivo dei Siracusani, era un emporio greco-piceno e si pensa che il toponimo Ankón (Ἀγκών) risalga a quell’epoca e che sia la prima testimonianza della grecità di Ancona. Con la fondazione siracusana l’emporio divenne una città di lingua, cultura ed aspetto greco, che poi mantenne a lungo, quando già la regione circostante e l’Italia centrale erano entrate prima nell’influsso e poi nello Stato romano.

Ankón, attraverso il suo porto, mantenne rapporti intensi con i principali centri del Mediterraneo orientale, come provano le testimonianze archeologiche, numerose e significative specialmente per l’età ellenistica.

Tra la fine del II e l’inizio del I secolo a.C. fu gradatamente assorbita nello Stato romano, pur rimanendo per alcuni decenni un’isola linguistica e culturale greca[3]. Una delle più importanti caratteristiche di questa polis è anzi il suo persistente attaccamento al carattere greco e la sua resistenza culturale alla romanizzazione[4].

Gli abitanti di Ankón erano detti ἀγκωνίτες (anconìtes)[5].

(fonte: Wikipedia)

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