Le grotte del Passetto Alcuni pescatori senza grandi risorse economiche, agli inizi del secolo scorso, iniziarono a scavare delle insenature nella roccia ai piedi delle rupi che vanno dal porto di Ancona al Trave, per il ricovero di piccole imbarcazioni e reti da pesca. La caratteristica morfologica di queste piccoli rifugi è unica in tutto il Mediterraneo e molti dei turisti che arrivano con le navi dalla Croazia o dalla Grecia rimangono affascinati dalle tante piccole luci che si vedono arrivando in porto. Sono le luci dei grottaroli che, stando sulla spiaggia, si mangiano i moscioli. La peculiarità principale di queste grotte è di essere interrate nel suolo e con il passare degli anni questi manufatti si sono talmente "confusi" con il lungomare di Ancona fino a divenire parte integrante di questo. La conformazione del territorio in alcuni punti è assolutamente impervia e inaccessibile, facendo due passi per le grotte non si può non notare come questi luoghi siano inevitabilmente legati alla mano di chi li ha costruiti. Infatti, la costruzione degli scali delle grotte e degli stradelli ha reso di fatto praticabili molte zone delle rupe che prima non lo erano.
Le vie di accesso alle grotte sono molteplici e quasi tutte caratterizzate da uno "stradello" di media o grande pendenza. Solo le grotte che si trovano alla sinistra e alla destra dell'ascensore del Passetto possono essere raggiunte tramite la scalinata sotto il Monumento ai caduti e l'ascensore stesso.
La leggenda vuole che alcune di queste grotte sotto il monte Conero, stavolta naturali, fossero di rifugio ai soldati alleati lungo la seconda grande guerra che vide Ancona e le truppe di liberazione polacche del generale Wladyslaw Anders bombardata e poi liberata dopo l'otto settembre. Ma oggi, l'unicità di questi luoghi contrasta con un senso comune che le vuole "non conformi". Il mondo va verso lo standard, la globalizzazione, l'omologazione e l'uniformità, non è vero ? Questo almeno ci stanno insegnando. Scompaiono i vecchi mestieri e i dialetti prendono tutti la stessa cadenza nei suoni e nei contenuti. Ci insegnano anche che bisogna, per forza di cose, rassegnarsi a considerare lo spirito delle grotte come "storia passata". Oggi molti dei vecchi grottaroli non ci sono più. Ci sono i loro eredi e i tantissimi ospiti spesso dimentichi, come noi, della storia passata, che vivono rassegnati le prepotenze di nuovi burocrati. Se alle volte capita di leggere in qualche muretto l'ironica e divertente disistima verso l'illustre primo cittadino di Ancona, questa può ben definirsi l'eccezione più che la norma. La norma della cittadinanza verso questi problemi, insieme a quelli di Mezzavalle e del Cardeto, è molto spesso è il plauso "indiferente" che deriva dalla semplicità di gente "di una volta". Ma chi può non accorgersi di questo quando le manifestazioni del sopruso sono quotidiane ? Accondiscenza, ben vista da chi tiene i fili della pubblica amministrazione, a un sistema che vuole la protesta contro la nuova piccola vessazzione dell'uno (grottarolo oggi, manovale domani, libero cittadino dopodomani), come legittima conferma del suo "quasi" perfetto generale buon operato. Su questa linea, da circa due anni il comune sta sostenendo una lotta senza quartiere ai cosiddetti "grottaroli" anche se in tutti questi anni hanno contribuito alla manutenzione della rupe e delle vie d'accesso alla costa. Proprio da questo punto di vista popolare la sostenuta, solo dal comune, "riqualificazione" territoriale delle aree del Cardeto e di Mezzavalle contrasta con la vocazione autonoma e incontaminata di queste zone, Passetto compreso. L'aministrazione e le sue finte politiche sociali che altro non portano se non un albergo al Cardeto e l'urbanizzazione con tanto di pontile mobile della bella Mezzavalle, stanno adesso attaccando quest'ultima parte popolare di Ancona che ancora vuole e deve resistere alla violenza di provvedimenti fatti da chi evidentemente non ama Ancona e il suo mare. |

